Gabinetto Disegni e Stampe

Federico Barocci disegnatore - La fucina delle immagini

19 dicembre 2015 | 3 aprile 2016

Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe, Sala Edoardo Detti

La mostra Federico Barocci disegnatore. La fucina delle immagini costituisce uno dei periodici appuntamenti scientifici promossi all’interno del Progetto Euploos, nato nel 2006 dalla collaborazione tra il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, il Kunsthistorisches Institut in Florenz Max-Planck-Institut e la Scuola Normale Superiore di Pisa. All’origine dell’esposizione, la ricerca pluriennale condotta da Roberta Aliventi sul vasto e articolato nucleo grafico di Federico Barocci (Urbino, 1533/1535 - 1612) conservato nelle collezioni degli Uffizi.
Il percorso espositivo, che contempla trentotto disegni ed è caratterizzato da un ordine prevalentemente tematico, intende visualizzare le dinamiche e comprendere i significati del processo creativo dell’artista urbinate. Il metodo preparatorio di Barocci si caratterizza per una profonda complessità e laboriosità, all’interno del quale si ritrova un uso magistrale di un’ampia gamma di tecniche disegnative, spesso usate sperimentalmente come nel caso del pastello. L’attenzione si focalizza su aspetti peculiari, come le variegate modalità di costruzione della figura e dei singoli dettagli, con particolare attenzione alla prassi della reiterazione variata che risponde pienamente a esigenze sia pratiche che mentali. Federico, muovendo da una prima elaborazione grafica, sottopone infatti le proprie invenzioni a una costante indagine conoscitiva al fine di sperimentare ogni possibile soluzione formale. In mostra, oltre a esempi che rivelano le modalità costruttive delle singole figure, è possibile ammirare anche alcuni studi compositivi finalizzati all’analisi di scene più articolate: dai primi schizzi ai modelli prossimi alla versione pittorica.
L’esposizione instaura inoltre uno stimolante dialogo con la mostra Raffaello Parmigianino Barocci. Metafore dello sguardo (Roma, Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli, 2 ottobre 2015 - 10 gennaio 2016) realizzata in collaborazione con il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e con la curatela di Marzia Faietti. In quella sede peraltro l’attenzione sui processi di assimilazione e differenziazione cui Barocci sottopone i suoi molteplici modelli è indagata alla luce del confronto emulativo con Raffaello.
Il catalogo online è stato pensato come un work in progress, composto da schede che affrontano, nella maggior parte dei casi, l’analisi di sequenze grafiche, dunque di gruppi di fogli tra loro collegati. Tale scelta presenta una triplice valenza: permette di evidenziare i legami tra le opere esposte in questa sede e quelle selezionate per la mostra ai Musei Capitolini; restituisce appieno la specificità del modus operandi di Federico Barocci, nonché rende visibili i risultati delle riclassificazioni operate, nell’ambito del Progetto Euploos, sul fondo di disegni tradizionalmente attribuiti a Barocci.
Il catalogo digitale di Federico Barocci disegnatore. La fucina delle immagini è consultabile nel sito del Progetto Euploos http://www.polomuseale.firenze.it/gdsu/euploos/#/mostreonline

Enti promotori

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Segretariato regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la Toscana

Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze

Gallerie degli Uffizi - Direttore Eike Schmidt

Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi - Direttore Marzia Faietti

Cura

Roberta Aliventi

Direzione della mostra

Marzia Faietti

Catalogo

http://www.polomuseale.firenze.it/gdsu/euploos/#/mostreonline

Note

Movimentazione delle opere
Maurizio Bacci, Lucia Corrieri, Paolo Rosa

 

Restauro, montaggio e allestimento
Maurizio Boni, Luciano Mori

 

Fotografie e realizzazione
Roberto Palermo

 

Grafica
Giovanni Baschetti

 

Traduzione
Sara La Grassa

 

Si ringraziano:

 

Silvia Sicuranza
Direttrice amministrativa del personale delle Gallerie degli Uffizi

 

Giorgio Marini
Vicedirezione del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

 

Antonella Poleggi, Caterina Maria Rizzuto
Segreteria amministrativa del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

 

Elisabetta Bandinelli
Servizi di documentazione del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

 

Carla Basagni
Direttrice della Biblioteca del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

 

Massimo Pivetti
Servizio di consultazione del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

 

Laura Da Rin Bettina, Michele Grasso, Raimondo Sassi
Progetto Euploos

"Sguardi sul Novecento" - Disegni di artisti italiani tra le due guerre.

Sala Edoardo Detti - Gabinetto Disegni e Stampe - Gallerie degli Uffizi

17 maggio - 25 settembre 2016 | Gabinetto Disegni e Stampe - Eventi

DisegnoLa mostra è allestita nella "Sala Edoardo Detti" del Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie degli Uffizi. Sono esposti  disegni e stampe, per lo più sconosciuti al grande pubblico e riferibili ai primi 30 anni del Novecento, che costituiscono una significativa selezione di acquisizioni pervenute tramite donazioni o acquisti al Gabinetto Disegni e Stampe tra il 2004 e il 2015.

La rivincita del Colore sulla Linea. Disegni veneti dall'Ashmolean Museum e dagli Uffizi

Gabinetto dei Disegni e delle Stampe - Gallerie degli Uffizi

25 ottobre 2016 - 15 gennaio 2017 | Gabinetto Disegni e Stampe - Eventi

Tiziano - mostraS'intitola "La rivincita del Colore sulla Linea. Disegni veneti dall'Ashmolean Museum e dagli Uffizi" la mostra che dal 25 ottobre 2016 al 15 gennaio 2017 si terrà a Firenze, nella Sala Edoardo Detti e nella Sala del Camino del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi.
L'esposizione riunisce quarantotto opere provenienti dalle collezioni dell'Ashmolean Museum di Oxford e dall’istituto fiorentino che la ospita, ponendosi in linea di continuità con la precedente rassegna oxoniense, aperta l’anno scorso presso l’Ashmolean Museum.
Le vie del disegno sono infinite, sembra affermare la mostra organizzata dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi. L'ambizioso progetto si propone infatti di dimostrare, con l'ausilio di opere esemplari, come il concetto di disegno espresso dagli artisti veneti tra fine Quattrocento e inizio Settecento non sia affatto inferiore all'idea che di esso svilupparono i toscani, ma anzi ne rappresenti una via alternativa e altrettanto valida.
La contrapposizione tra Colore dei veneziani e Disegno dei toscani si affermò teoricamente nel Cinquecento soprattutto per opera di Giorgio Vasari. Nella Vita di Tiziano, uscita nell'edizione Giuntina del 1568, egli scrive che molti pittori "vineziani", come Giorgione, Palma, Pordenone e altri ancora "che non videro Roma né altre opere di tutta perfezione", dovettero nascondere "sotto la vaghezza de' colori lo stento del non saper disegnare".
Dietro il suo perentorio giudizio, però, Vasari nasconde una visione ben più complessa. "Proprio lo storiografo aretino - ricorda il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt -, nel capitolo XVI dell’Introduzione alle tre arti del disegno del Volume I delle Vite, accenna a infiniti altri modi di disegnare senza specificarne le prerogative, lasciando così aperte le strade della sperimentazione grafica". La mostra sarà allora un'occasione per comprendere a pieno le ragioni del pregiudizio vasariano sul disegno veneto, inserendole nello sfaccettato impianto ideologico delle Vite.
Come afferma Marzia Faietti - cui spetta la curatela scientifica della mostra con la collaborazione di Giorgio Marini, Roberta Aliventi e Laura Da Rin Bettina - "nelle diverse Vite Vasari non biasimò mai veramente i veneziani con specifico riguardo alla produzione grafica e quando lo fece, appunto nella biografia di Vecellio del 1568, aveva come obiettivo assicurare il primato all’Accademia fiorentina del Disegno (che era stata fondata solo qualche anno prima, nel 1563) nelle fasi progettuali che precedono e indirizzano l'esecuzione pittorica".
Si tratta dunque di una spaccatura iniziata negli anni Cinquanta del Cinquecento tra due diverse civiltà figurative, quella fiorentina legata alla teorizzazione del Disegno lineamentum come principio unificatore tra idea e prassi, e quella veneziana del Colore che intende il disegno in un'accezione polisemantica, pronta a dialogare con il disegno centro-italiano e capace tuttavia di esprimere le virtù cromatiche che le erano proprie. Dai tracciati a penna ripassati a pietra rossa di Carpaccio fino alla totale identificazione tra pittura e disegno di Jacopo Bassano, dai segni liberi ed energici a pietra nera di Sebastiano Ricci fino agli effetti chiaroscurali e luministici di Canaletto, Francesco Guardi e Giambattista Tiepolo, l'esposizione darà conto di un Colore che saprà prendersi la sua rivincita, ingaggiando un suggestivo dialogo a distanza con il Compianto sul Cristo morto di Giovanni Bellini conservato alla Galleria delle Statue e delle Pitture delle Gallerie degli Uffizi, straordinario e precoce esempio di perfetta fusione tra pittura e disegno. Rispetto all'omologa esposizione di Oxford, la mostra si differenzia per una selezione di opere più ridotta, mirata ad approfondire il polimorfismo del disegno veneziano. Ma il valore emblematico della rassegna non cederà nulla al fascino dell'impatto visivo, valorizzato da un allestimento ad hoc che offrirà maggiore flessibilità rispetto alle consuete e ormai storicizzate strutture espositive delle opere su carta. "Al posto dei quadri mobili realizzati da Edoardo Detti e Carlo Scarpa nel 1960 - dice Antonio Godoli, cui si deve il progetto di allestimento -, per agevolare la lettura delle opere da parte dei visitatori si è costruita una superficie continua in legno di ciliegio, atta ad accogliere in libera successione disegni di formati diversi".

Nella foto:

Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore, 1485/ 1490 ca. - Venezia, 1576) Studio di giovane donna Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, inv. 718 E recto

Catalogo:

Drawing in Venice. Titian to Canaletto, a cura di Catherine Whistler, con Marzia Faietti, Giorgio Marini, Jaqueline Thalmann e Angelamaria Aceto, Oxford, Ashmolean Museum, University of Oxford, 2015.

Giorgio Castelfranco - Curatore, Mecenate, Difensore d'Arte

Sala del Camino - Galleria delle Statue e delle Pitture

24 gennaio - 26 febbraio 2017

CastelfrancoMostra realizzata per celebrare il Giorno della Memoria 2017, nella Sala del Camino al primo piano degli Uffizi.

Orario della mostra:

Martedì - Domenica: dalle 8.15 alle 18.50

Chiuso il lunedì.

Giuliano da Sangallo-Disegni degli Uffizi

16 maggio - 20 agosto 2017

GiulianodaSangallo

Le Gallerie degli Uffizi dedicano una mostra a Giuliano Giamberti, più noto come Giuliano da Sangallo (attivo dagli anni Sessanta del Quattrocento fino alla morte, avvenuta nel 1516), figura chiave e protagonista del Rinascimento italiano e il primo di cui sopravvive una raccolta di disegni di architettura, custodita e curata dai suoi eredi.

I disegni selezionati per l’esposizione non solo gettano luce sullo sviluppo dei peculiari metodi tecnici e grafici di Sangallo, ma più in generale su quelli più diffusi e condivisi nel periodo compreso tra gli ultimi decenni del Quattrocento e la fine del secondo Rinascimento.

Architetto di Lorenzo il Magnifico e dei papi Giulio II della Rovere e Leone X Medici, è infatti fra i più importanti disegnatori di architettura della sua epoca. A dimostrarlo senza ombra di dubbio - oltre ai preziosi codici antiquari di Siena e dell’Apostolica Vaticana, rispettivamente il Taccuino Senese e il Libro dei Disegni, consultabili in mostra in formato digitale -, è proprio l’eccezionale corpus grafico conservato agli Uffizi. La poliedrica attività del primo dei Sangallo ha infatti lasciato traccia in numerosi fogli storicamente attribuitigli in collezione, accostati nella sede dell’esposizione ad altri prodotti della sua allargata bottega familiare e di autori a lui contemporanei.

Questi disegni, come ben illustrato nelle varie sezioni della mostra, ne documentano il lavoro come architetto militare e grande innovatore dell’architettura civile e religiosa; lo strettissimo rapporto intellettuale con i committenti; l’incessante pratica dello studio dell’antico, riverberatasi nella formazione di tutti i suoi collaboratori, e la continuità assicurata al suo magistero dagli eredi più diretti; le sperimentazioni condotte negli anni romani del confronto con Bramante, specialmente sul cantiere cruciale della basilica di San Pietro; l’intreccio fra composizione e invenzioni figurative, culminante nell’episodio finale del concorso per la facciata della basilica fiorentina di San Lorenzo; infine, la produzione come disegnatore di figura e le diverse inclinazioni verso altri artisti del suo tempo, in particolare Botticelli, come illustra un dipinto di bottega del pittore proveniente dalla National Gallery di Londra, possibile esempio del collezionismo privato di Giuliano da Sangallo.

Ai fogli degli Uffizi è inoltre affiancata una testimonianza unica delle tecniche progettuali tra Quattro e Cinquecento lasciataci dallo stesso autore: il modello ligneo di palazzo Strozzi a Firenze.

Il catalogo che accompagna la mostra - di taglio monografico, ma strutturato di volta in volta per sezioni tipologiche o relative alla biografia artistica di Sangallo - propone una sostanziale revisione del corpus storicamente attribuito all’artista.

Emerge così l’importanza del ruolo della sua bottega e in particolare della figura del fratello Antonio il Vecchio, alla cui mano sono restituiti numerosi fogli; viene inoltre confermata la nuova attribuzione a Giuliano da Sangallo di un foglio recuperato di recente nelle ricerche dei curatori della mostra. Sui disegni di assegnazione certa, i saggi esercitano un grosso sforzo interpretativo, per restituire l’immagine di dettaglio delle architetture lì delineate, in rapporto all’opera costruita di Sangallo.

Mostra e catalogo recuperano il rapporto strettissimo tra produzione grafica per l’architettura e disegno figurativo, nella Firenze a cavallo di Quattro e Cinquecento: non solo con la sottolineatura del ruolo degli ampi brani di scultura previsti da Giuliano da Sangallo per suoi progetti, ma anche con la riconsiderazione parallela del corpus di figura, con una nuova proposta di identificazione dei soggetti che ricompone un gruppo unitario di fogli, distribuiti tra gli Uffizi e l’Albertina di Vienna. Un aspetto, quest’ultimo, più trascurato nelle ricerche degli studiosi del disegno di architettura, ma in realtà da collegare strettamente alle analisi su Giuliano architetto, nonché disegnatore per l’architettura e di architettura. E al proposito commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike D. Schmidt: "il linguaggio a penna di Giuliano non perde di vista la sua forte impronta lineare e grafica, così come le inclinazioni pittoriche (e le reminescenze dei chiaroscuri antichi) nei disegni di figura più tardi dialogano con la sua architettura di superficie e con il gusto particolare per il repertorio di ornato policromo".

La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Dario Donetti, Marzia Faietti e Sabine Frommel, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei.